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Lucia Coppola - attività politica e istituzionale | ||||||||
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Premesso che: – la Terza Commissione del Consiglio provinciale di Trento si è riunita con modalità a dir poco discutibili nella pausa pranzo della sessione del Consiglio provinciale, quindi con tempi limitati di discussione, il giorno 12 marzo 2025, per discutere il punto all’ordine del giorno relativo all’approvazione dello schema di Regolamento avente ad oggetto “Modificazione del decreto del Presidente della Provincia 8 agosto 2012, n.14/89/Leg (Regolamento concernente l’esecuzione della legge provinciale 11 marzo 2008, n.2 (Norme per la tutela e la promozione dell’apicoltura)”; – nella medesima commissione si è sommariamente citato un parere favorevole di Fem, non prodotto, ed una generica condivisione di fantomatici apicoltori, non meglio definiti; – la votazione è avvenuta senza approfondimenti plausibili, vista l’importanza del tema trattato, mettendo di fatto i consiglieri di fronte a un voto a scatola chiusa, impossibilitati come erano ad entrare nel merito; – non si è minimamente pensato che sarebbe stato necessario, come avviene sempre in tutte le commissioni del Consiglio, audire i portatori di interesse al fine di arrivare ad una decisione più consapevole e informata; – è stato dato parere favorevole ad una delibera di Giunta che ha di fatto sostituito l’articolo 12 con un nuovo articolo dal titolo “Trattamento con prodotti fitosanitari” che recita all’articolo 1: “Durante il periodo di fioritura è vietato trattare le colture arboree, arbustive, erbacee, ornamentali e spontanee con prodotti fitosanitari dannosi alle api, compresi gli erbicidi, secondo quanto indicato nell’etichetta dei medesimi. Il divieto si applica all’apertura dei primi fiori fino alla prima caduta dei petali. In ogni caso,a tutela degli insetti pronubi, la Giunta provinciale può stabilire ulteriori condizioni, modalità e indicazioni operative per l’effettuazione di trattamenti con prodotti fitosanitari non dannosi per le api, nonché criteri per l’applicazione progressiva di questo comma, sulla base delle risultanze delle attività di monitoraggio condotte dalla Fondazione Edmund Mach” – si è di fatto approvato l’uso di pesticidi in funzione anti scopazzi, dichiarando, sulla parola, che non avrebbero compromesso la vita e l’opera, indispensabile anche alla nostra sopravvivenza, degli insetti pronubi, dichiarando all’articolo 2 che “è vietato consigliare o prescrivere tecniche fitoiatriche in contrasto con quanto prescritto dalla vigente normativa, fatto salvo condizioni eccezionali di carattere fitosanitario”, aprendo quindi a deroghe inaccettabili e massimamente pericolose per il patrimonio apiario del Trentino – il contributo delle api all’agricoltura è fondamentale perché grazie all’impollinazione di fruttiferi e seminativi esse sono in grado di accrescere sensibilmente la quantità delle produzioni, oltre a svolgere un ruolo insostituibile nella salvaguardia della biodiversità; – disporre di informazioni sul grado di tossicità e sugli aspetti subletali dei fitofarmaci, che si intendono introdurre con la modifica dell’articolo 12, nei confronti di questi insetti era diritto dei commissari. Diritto di votare informati che è stato bypassato con grande disinvoltura in una commissione durata venti minuti. Davvero imbarazzante oltre che inusuale; – gli apicoltori sanno bene, che non esistono prodotti fitosanitari/pesticidi, che non siano nocivi per le api; – gli agricoltori potrebbero e dovrebbero evitare trattamenti sistemici nei giorni antecedenti la collocazione degli alveari per evitare che le fioriture siano tossiche e non più attrattive per le api; – di tutto questo si sarebbe dovuto parlare diffusamente in Terza Commissione alla presenza di esperti e con adeguata documentazione; – la sottoscritta vice presidente non è stata informata né sulle modalità di svolgimento della Commissione, né sulla tempistica scelta, – tutto ciò premesso, e visto che non sono state rispettate nella suddetta Commissione le condizioni minime di corretta informazione, audizioni comprese, con la presentazione del materiale necessario per un voto informato e consapevole, si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere – se, date le premesse, ritenga che la suddetta commissione si sia svolta secondo le regole che valgono per ogni commissione consiliare; – se ritenga, in futuro, che situazioni di questo genere si debbano assolutamente evitare.
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![]() LUCIA COPPOLA |
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